Stannah, azienda leader nella produzione di montascale per abitazione, ha dato vita ai nuovi modelli Sofia e Sirus, allineando in perfetto equilibrio, funzionalità, sicurezza e design.
Sofia e Sirus sono stati progettati e disegnati dal famoso designer Richard Seymour per offrire montascale eleganti e in grado di adattarsi armoniosamente allo stile e all’arredamento di casa, nonché per garantire al fruitore la più alta funzionalità e sicurezza.
La scelta di Stannah è stata premiata in occasione del Batimat di Parigi, il salone internazionale delle costruzioni, in cui il nuovo montascale a poltroncina per scale dritte Sirus ha conquistato il Golden Trophy Design Award.
La decisione di affidarsi al famoso designer inglese è stata la stessa di multinazionali del calibro di BMW, Casio, Nokia, Philips e Yamaha, che hanno affidato a Seymour l’ideazione di linee e forme dei loro prodotti.
Richard Seymour da sempre sviluppa strategie di design per i marchi più prestigiosi del mondo, anticipando mode e tendenze e conciliando perfettamente l’istinto creativo a indagini accurate e analisi rigorose.
Grazie anche al contributo del noto designer, Sofia e Sirus inaugurano una nuova generazione di montascale, in cui finezza ed eleganza assumono lo stesso valore di sicurezza, funzionalità e tecnologia, portando i prodotti Stannah ad un livello di unicità sotto ogni aspetto.
Stannah ha posto alcune domande a Richard Seymour per cercare di definire, da un lato, l’attuale stato dell’arte dell’industrial design; dall’altro, per avere una testimonianza sulle sfide e le difficoltà incontrate da un famoso designer nella progettazione di un prodotto insolito come il montascale.
È necessario partire dalle persone e da ciò di cui hanno bisogno, emozionalmente e fisicamente.
Altrimenti il risultato sarebbe qualcosa di non adatto, che viene più tollerato che apprezzato
dall’utente.
Il miglior designer deve saper dosare le funzionalità tecniche ed emozionali del prodotto, assicurando
il miglior rapporto tra efficienza e piacere, performance ed estetica… un esempio perfetto di questo
approccio lo possiamo trovare nei lavori del disegnatore italiano di motocicli Massimo Tamburini, abile
nel coniugare meccanica ed emozionalità allo stesso tempo.
Negli ultimi 100 anni, in design industriale è passato da una fase in cui si limitava alla decorazione di
‘facciata’ del prodotto già ingegnerizzato ai dogmi funzionalisti del XX secolo e quindi al post, postmodernismo,
in cui quasi tutto è permesso.
Questi approcci sono stati superati, così riflessione e fantasia hanno iniziato a prevalere permettendo
l’avanzare di nuove forme di umanesimo emozionale.
I prodotti Stannah riflettono questo umanesimo, enfatizzando gli elementi che restituiscono rispetto e
dignità all’utilizzatore, piuttosto che sfidarlo con una macchina ostile.
Tutti gli elementi menzionati. Non dobbiamo smettere di sentirci persone solo perché abbiamo alcune forme di limitazioni fisiche. Anzi si dovrebbe aggiungere alla lista l’elemento “coinvolgimento”. Infatti siamo tutti coinvolti: non solo “loro”… ma “noi”.
In verità molto poche, a parte quelle di tipo tecnico. Tutto il team, sia il cliente che i consulenti sono stati estremamente impegnati nel creare qualcosa che utilizzeremmo volentieri noi stessi. Un giorno potremmo averne bisogno.
Come ho detto prima, non amo dividere l’estetica dalla funzionalità. Sono ENTRAMBI funzionali, ognuno per proprio conto. L’estetica di un oggetto è parte della sua funzionalità emozionale ed è perciò fondamentale per risultare adeguato alle persone. Il design non è arte. Design è qualcosa di gradevole e attraente per gli ALTRI, così come per noi stessi.